La storia della Tossicologia è senza dubbio antica quanto l'uomo: la conoscenza dei veleni, per combattere o cacciare, apparteneva già alle popolazioni primitive. Gli egizi, i greci, gli indù approfondirono a tal punto la conoscenza delle proprietà tossiche di piante ed animali, da predisporre anche lo sviluppo di preparati specifici come antidoti. Questi ultimi, tra l'altro, furono oggetto di studi e sviluppi ulteriori da parte degli antichi romani, poiché l'uso dei veleni nella loro società fu notevole (li usavano per eliminare avversari politici).
La moderna Tossicologia, quale scienza che studia le interazioni tra i composti chimici e i sistemi biologici, è nata quasi certamente nei primi decenni del secolo XIX e viene attribuita al medico spagnolo Matteo Giuseppe Bonaventura Orfila, titolare di una Cattedra di Medicina all'Università di Parigi. Il dott. Orfila propose, per primo, l'autonomia disciplinare della Tossicologia quale studio dei veleni, orientandola verso gli aspetti medico-legali ed analitici.
Fu evidente, in seguito, che non era più sufficiente la determinazione di tale soglia quale "margine di sicurezza": furono notati numerosi effetti non desiderati sulle cellule, tali da orientare la ricerca sulle risposte tossiche non-letali. La moderna Tossicologia ha, pertanto, un ruolo preventivo fondamentale per la salute dell'uomo e la qualità ambientale, tale da poter essere senz'altro considerata "scienza che definisce i limiti di sicurezza di un agente chimico".
La quasi totalià degli studi dei rapporti fra la struttura e l'attività delle sostanze biologicamente attive, fino agli inizi degli anni '60 del secolo scorso, si basava ancora sull'aspetto esclusivamente qualitativo delle sostanze (nonostante si fosse già iniziato a pensare in termini quantitativi nella seconda metà del XIX secolo)! Solo recentemente, quindi, si è dimostrato che le sostanze possono provocare effetti farmacologici oppure tossici, in funzione della quantità impiegata.
GLI AGENTI TOSSICI DEBOLI SONO PERICOLOSI?
Un agente tossico fornisce un danno all'organismo vivente con il quale entra in contatto. Se quest'ultimo è stato intenso, il danno derivante risulta evidente, identificabile e con conseguenze anche deleterie (scottature da acidi forti, esposizione ad una massiccia dose di radiazioni ionizzanti, reazioni allergiche, forti quantità di tranquillanti o di un fungo velenoso, ecc.). Il tossicologo deve impostare pertanto regole di sicurezza, al fine d'evitare i contatti con dosi elevate di agenti tossici.
Gli agenti tossici deboli (od anche basse dosi di sostanze molto tossiche)
possono generare azioni dannose subdole, non deleterie nell'immediato ma tali da manifestarsi tardivamente, anche in modo selettivo su particolari organi.
Alcuni esempi: l'ingestione d'alcool, gli effetti collaterali dei farmaci, il fumo da sigaretta, l'esposizione professionale a vapori di solventi o ai pesticidi, l'inquinamento urbano, gli additivi negli alimenti!
LE SOSTANZE DI DERIVAZIONE NATURALE POSSONO ESSERE TOSSICHE?
Quanto finora affermato, naturalmente, non vale solamente per talune sostanze xenobiotiche: anche quelle di derivazione naturale devono sottostare agli stessi principi scientifici di analisi. Da uno studio realizzato negli A.A. 2000/2001 dalla Facoltà di Farmacia dell'Università "La Sapienza" di Roma ("OLI ESSENZIALI IN COSMETICA"di Agata Ciervo, Marianna Corapi, Donatella Delle Site, Flora Foster, Stefania Gigante, Federica Ilario) si rileva che anche gli oli essenziali posseggono una loro specifica tossicità. L'impiego di qualsiasi sostanza, necessaria od utile alla realizzazione di formulati specifici (destinati agli usi appropriati) deve essere pertanto attentamente valutato sotto il profilo eminentemente scientifico, sia in quantità, sia in qualità. Se ciò è vero per tutti i farmaci e i prodotti cosmetici (soggetti a norme cogenti) altrettanto dovrebbe avvenire anche nella produzione industriale corrente di altri tipi di formulati.
Purtroppo, osservando in pratica i prodotti che si trovano sul mercato, abbiamo notato che molto spesso ciò non avviene. In certi casi non esiste assolutamente approccio scientifico nella preparazione dei formulati, demandando alla sola efficacia verso i problemi pratici che occorre risolvere, la risposta alla pur elementare domanda che un produttore deve porsi: che implicazioni avrà sull'ambiente e sulle persone?