La quantità d'acqua che può condensare in condizioni invernali, con
U.R. interna dell'80% e un salto termico tra aria e temperatura superficiale delle strutture di 3 °C, può essere valutata in 1,5 g/m2 ora. Se tali condizioni perdurassero per almeno 18 ore, ne risulterebbe un accumulo di condensa tra i 25 ed i 30 g/m2 ora. Se poi il fenomeno perdurasse per più giorni potremmo arrivare ad un accumulo di qualche centinaio di grammi per ogni metro quadrato di struttura interessata dal fenomeno.
Il primo scopo del rivestimento
MURALIS DPA è di assorbire e mantenere nel suo interno quest'acqua di condensa,
senza far apparire acqua in superficie né trasmetterla alla struttura sottostante. Quando cambiano le condizioni al contorno e quindi diminuisce l'U.R. interna, oppure diminuisce il salto termico tra la temperatura ambiente e la temperatura superficiale interna (a causa dell'aumento della temperatura esterna o della diminuzione della temperatura ambiente) l'umidità assorbita viene ritrasmessa all'aria.
La quantità di acqua evaporata, misurata in pratica su realizzazioni già eseguite, è risultata essere, in locali adibiti a civile abitazione, con temperature di 18-20°C e U.R. del 70% circa, di 5-6 g/ora. Lo stesso risultato si ottiene con temperature notevolmente inferiori, 10-12°C, e con U.R. 50%. Poiché è molto più semplice agire sul controllo della U.R. ambientale che non sul salto termico tra aria e parete, si può ulteriormente accellerare tale rievaporazione favorendo un certo ricambio dell'aria ambiente, normalmente per mezzo di valvole autoregolanti a pressione atmosferica inserite nei cassonetti o nei serramenti.
Sul rivestimento
MURALIS DPA della
linea RESAN, quindi, non si formano tracce di umidità e la struttura trattata risulta al tatto asciutta, effetto analogo a quello che si potrebbe ottenere con una corrente d'aria che lambisse in continuo le pareti.