DL50 (DOSE LETALE) - Dosaggio di una sostanza solida o liquida che, se somministrata in unica volta, si rivela letale sul 50% della popolazione di animali soggetta a sperimentazione (per via orale o cutanea). Si esprime in mg di sostanza per kg di peso corporeo. Indicativamente (i dati possono variare in funzione delle vie di penetrazione) una sostanza liquida può essere, in relazione alla DL 50:
- molto tossica (DL50 : <25)
- tossica (DL50 : 25 ÷ 200)
- nociva (DL50 : 200 ÷ 2000)
- irritante (DL50 : > 2000)
DDT (Dicloro-difenil-tricloroetano) - Potente insetticida: noto sin dal 1874 se ne scoprì le proprietà insetticide solo nel 1939; agisce per contatto, per ingestione ed ha essenzialmente azione neutropa (si lega alle lipoproteine delle membrane neuroniche, ne altera la permeabilità e quindi la capacità di condurre gli impulsi). La pericolosità specifica dell'insetticida (certamente teratogeno e cancerogeno sulle cavie) con la capacità di adattamento al prodotto da parte degli insetti e la persistenza nell'ambiente (tale da concentrarsi lungo le catene alimentari, mettendo così a rischio la salute di animali diversi da quelli che si doveva colpire, compresa quella dell'uomo) ha fatto sì che molti Stati abbiano vietato l'impiego degli organo-cloruri (famiglia cui appartiene il DDT). In Italia ne è stato vietato l'uso con un decreto ministeriale nel 1978: nonostante ciò si continua a produrlo ed utilizzarlo (ad esclusione dell'impiego in agricoltura), poiché tuttora incluso nella Farmacopea Ufficiale, anche al fine di consentire efficace ed economica lotta alla malaria (nei Paesi in via di sviluppo, dove altri prodotti, quali i derivati sintetici del piretro, non possono essere impiegati dato il costo elevato). Il DDT figura nell'elenco dei dodici inquinanti organici persistenti (POP - Persistent Organic Pollutant) di cui allo specifico Programma delle Nazioni Unite.
DURAME - La parte del fusto legnoso più vecchia, più compatta, più scura. In anatomia del legno è il cosiddetto CUORE (sinonimo): cioè quegli strati interni del legno che nell'albero in accrescimento hanno cessato di contenere cellule vive ed in cui i materiali di riserva (ad es. amido) sono stati asportati o trasformati in sostanze del cuore. Generalmente si riscontra di colore più scuro rispetto all'ALBURNO, sebbene non sempre chiaramente differenziato.