HDG - Industria e Servizi - Progetta e produce prodotti chimici per il trattamento di superfici per il settore edile con riguardo al basso impatto ambientale dei medesimi.

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DEGRADO DEGLI INTONACI

I fenomeni di degrado degli intonaci sono prevalentemente di natura fisico-chimica e biologica e generati da agenti meteorologici e dalla presenza di umidità.
L'acqua è considerata la più dannosa, infatti:
1) trasferisce negli intonaci i sali solubili, sia presenti nel terreno (umidità di risalita) sia presenti sul supporto;
2) introduce sostanze acide (essendo veicolo degli inquinanti presenti in atmosfera);
3) esercita azione abrasiva (pioggia battente e/o ruscellante);
4) altera cromaticamente gli intonaci, genera sfarinamenti, distacchi, dilavamenti, ....;
5) attacca gravemente e in modo combinato tramite i fenomeni di gelività, dissoluzione, migrazione e riprecipitazione delle sostanze saline (si veda il testo specifico all'area tematica del risanamento dall'umidità).
 
Oltre ai fenomeni sopra elencati ne esistono altri che hanno effetto per circostanze particolari, quali:
a) errori di composizione e miscelazione (impurità, anche minime, possono pregiudicare la durata degli intonaci, provocando efflorescenze e quindi degradi localizzati);
b) cattiva cottura di calci aeree e idrauliche (pregiudica la compattezza e la durata dell'intonaco);
c) la composizione di malta con eccesso di legante (genera screpolature, le cosiddette "craquelures");
d) l'eccesso d'inerte (al contrario, genera scarsa consistenza);
e) l'eccesso di spessore (quando l'inerte non è ben scalato granulometricamente, producendo così crepe e cavillature);
f) cattiva miscelazione (genera distacchi perché l'impasto non è omogeneo).
Effetto fessurativo sull'intonaco: la cosiddetta CRAQUELURE
 

Gli intonaci che contengono additivi sono, a loro volta, soggetti a patologie degenerative specifiche:
g) gli additivi organici sono soggetti agli attacchi biologici (le materie ricche di azoto sono le più vulnerabili);
h) alcuni additivi sintetici sono soggetti a viraggi di colore, ad essiccazione, generano pellicole impermeabili, ecc.
l) gli intonaci plastici hanno la caratteristica di avere supporto impermeabile ed effetto idrorepellente, esercitato tanto verso l'esterno quanto verso l'interno; questa caratteristica impedisce all'acqua d'imbibire la muratura ma ne inibisce anche la traspirazione (fenomeni di distacco).

Esistono inoltre i problemi legati alla posa in opera, quali:
- applicazione in periodo inadatto (l'estate provoca rapida essiccazione, l'inverno al contrario può generare gelate dell'acqua d'impasto non evaporata);
- cattiva stesura dei diversi strati (distacco tra loro o tra l'intonaco e il supporto);
- le tinteggiature plastiche effettuate sopra gli intonaci a calce (si distaccano le prime);
- la creazione di zoccolature cementizie che "alzano" il livello di adescamento dell'umiidtà di risalita;
- applicazione di protettivi (incolori) non idonei (provocano alterazioni cromatiche, depositi di polvere per effetto di cariche elettrostatiche, ingiallimenti a zone e, quando composti da materiali organici, rapida ossidazione dei medesimi).

 
Pricipali norme di riferimento:
  • Per valutare il grado di sfarinamento: Norma ASTM D659 UNCHIM MU175
  • Per analizzare la porosità: porosimetria a mercurio
  • Per valutare il grado di permeabilità al vapor acqueo: NORMAL 21/85
  • Per stabilire la durezza: non esite un metodo adatto: utilizzare una scala empirica, quale l'uso delle unghie, di una monetina di rame, di un temperino, ecc.
 
Degrado d'intonaci a Venezia Intonaco deteriorato da macchie saline Degrado d'intonaco causato da umidità
 
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Pubbblicazione Sito Web: 24/04/2001 - Ultimo aggiornamento: 07.01.2012
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